martedì 9 aprile 2013

Pentidattilo, arriviamo!



" Guarda maestra, che panorama mozzafiato!", esclama Antonino intravedendo, dal finestrino del pullman che ci conduce a Pentidattilo, la famosa " mano del diavolo" di Monte Calvario. "Ma è stupendo, mai visto un paese sotto la roccia", risponde Giovanni, incantato dal paesaggio, complice una giornata di sole estivo, nonostante  oggi sia ancora il 9 aprile!
Benvenuti ragazzi nel borgo più antico d’Italia”: con queste parole ci accoglie Giorgio,  il  professore, la nostra guida: alto, capelli lunghi e grigi, un tipo molto simpatico che nel corso della giornata ci incanterà raccontandoci aneddoti e storie legati al paese degli Alberti.
 Le fotografie e le riprese video con gli smartphone non si contano, ogni alunno, affascinato dal paesaggio non può fare a meno di farne. E poi ci sono quelli che telefonano a casa per  dire alla mamma che è tutto ok e che non si aspettavano di visitare un posto così bello!
Inizia così la nostra visita nel borgo antico di Pentidattilo, antica colonia greca  arroccato sulla rupe del Monte Calvario, dalla caratteristica forma che ricorda quella di una ciclopica mano con cinque dita, e da cui deriva il nome: penta daktylos, ossia "cinque dita".


Ancora qualche sforzo ...

Certo, la salita è ripida e dura, ma  vale la pena percorrerla, perché arrivati  ìn cima ci attende la visita alla chiesa del 1600 di San Pietro e Paolo, recentemente ristrutturata,meglio nota come la chiesa dei sei altari.

Davanti all'ingresso della chiesa
Procediamo con la visita alle botteghe artigiane del merletto e del vetro dove i bambini comprano qualche souvenir da portare a casa.


la bottega del merletto 












Sergio ed Elisa scelgono il ricordino da portare a casa
















Intanto Giorgio, la nostra guida inizia a raccontarci storie di mistero legate al luogo e presumibilmente riconducibili alla famosa “strage” degli Alberti, accaduta la notte di Pasqua  del 16 aprile 1686, quando, il marchese Lorenzo Alberti venne ucciso con 2 colpi di archibugio e 14 pugnalate dal barone Bernardino Abenavoli di Montebello Ionico.


Continuiamo il nostro tour guidato alla volta del museo delle arti e dei mestieri, dove i nostri alunni rimangono affascinati alla vista di attrezzi  che anticamente venivano utilizzati per scopi di prima necessità, come “a scidda”, ovvero un contenitore in pelle di capra rovesciata che poteva contenere circa 50 litri di liquidi come olio, acqua, vino e che poi veniva caricata sull’ asino per essere trasportata, oppure un  lume ad olio,  antenato della lanterna, risalente a circa 150 anni, ma anche il setaccio per le foglie d’ulivo, oppure “ a maidda”, una tavola in legno per impastare pane o dolci, e ancora  il ferro da stiro a carbone e gli attrezzi per tessere al telaio.

A scidda 





Giorgio ci mostra il lume ad olio

A maidda






Gli attrezzi per filare al telaio 

















Annu e Tonino davanti al camino del museo


















In ultimo, sosta nella sala conferenze dove, attorno ad un tavolo ovale, i bambini affascinati ascoltano  Giorgio raccontare la storia incredibile e crudele della famiglia Alberti, barbaramente sterminata  a causa della follia e della cieca gelosia del vicino marchese Abenavoli.

Nella sala delle conferenze 
Sono le 13.00, la fame ha fatto capolino e il pullman ci attende per portarci per il pranzo al ristorante  dove i bambini sono accolti con una piatto di lasagne  davvero invitanti.
E vai, finalmente si mangia!!! 


























1 commento:

  1. una scoperta per toccare con mano la bellezza della nostra Terra!

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